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La voix libérée - poésie sonore

 

2019, 22 marzo - 12 maggio
Palais de Tokyo

13, avenue du Président Wilson
75116 Paris
Metro: Iéna, Alma – Marceau
https://www.palaisdetokyo.com/

Mostra a cura di
Eric Mangion, Patrizio Peterlini
Coordinamento curatoriale:
Claire Moulène
Produzione :
Chloé Fricout
Allestimento e grafica
Anette Lenz
Sede espositiva
Palais de Tokyo (Paris)

 

Vernissage:
21 marzo 2019. Giornata Mondiale della Poesia
L’exposition resterà aperta fino al 12 maggio 2019

Performance:
27 aprile 2019

Progetto promosso e sostenuto da:
Fondazione Bonotto (Molvena, VI)
Palais de Tokyo (Paris)

  

 

La Voix Liberée
POESIE SONORE


La poesia fonetica e poi sonora ha sempre rappresentato nel XX secolo un atto di emancipazione.
A rischio d’abbandonare a volte la semantica, le avanguardie ne hanno fatto la punta di diamante della loro lotta contro i sistemi, le credenze e i dogmi.
Cosa rimane oggi di queste lotte eroiche? Dei miti e delle leggende.
Ma i tempi sono cambiati, così come i combattenti.
Le utopie non hanno più lo stesso aspetto.
Le nuove tecnologie hanno invaso oggi lo spazio del linguaggio, in meglio o in peggio.
In peggio imponendo una razionalizzazione digitale delle parole e dei suoni.
L’inglese di Shakespeare diventa quello di Wall Street.
In meglio offrendo al linguaggio delle fonti e degli strumenti infiniti.
A partire dagli anni Cinquanta, i progressi tecnologici hanno così permesso alla poesia fonetica di diventare sonora.
Ma ci si perde tra l’utilizzo di questi strumenti come dei semplici vettori, l’assenza della poesia dietro a dei procedimenti tecnici o, peggio ancora, il fascino del loro potere (culturale).
Ci si perde anche perchè l’oralità ha fatto un grande ritorno nell’arte in questi ultimi anni, a volte nella confusione e nell’uso inopportuno della parola.
Ma la poesia sonora evolve con i suoi tempi.
L’esposizione La voix libérée - Poésie sonore (La Voce Liberata. Poesia sonora) propone, senza nostalgia, un percorso tra le voci del passato e quelle del presente.
Ci immerge in maniera diretta e immersiva tra questi artisti che utilizzano ancora le parole e i suoni come esercizio di libertà.
La poesia permette ancora di mettere l’uomo al centro della vita e dell’arte.
In che modo restare umani quando il mondo si moltiplica?
Come affermare la propria singolarità?
Frutto di una ricerca di oltre un anno, la mostra è concepita come un dispositivo che attraversa la poesia sonora, in modo non esaustivo, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale agli sviluppi contemporanei.
Volontariamente trans-storico e internazionale per affermare la continuità delle pratiche e degli esperimenti, questo dispositivo è concepito come un punto di ascolto, un trasmettitore che produce
una frequenza che si diffonde all’esterno delle mura del Palais de Tokyo.

 

 

OPERE AUDIO IN MOSTRA DI:

Tomomi Adachi, Arcand Pierre André, Atlanta Poets Group, Martin Bakero, Gary Barwin, Caroline
Bergvall, Julien Blaine, Jaap Blonk, Luis Bravo, Anne-James Chaton, Henri Chopin, Carlfiredrich
Claus, Bob Cobbing, Felipe Cussen, Augusto De Campos, Paul De Vree, François Dufrêne, Eduard
Escoffet, Robert Filliou, Giovanni Fontana, The Four Horsemen, Steven J. Fowler, Jérôme Game, Ilse
Garnier, Pierre Garnier, John Giorno, Klaus Groh, Brion Gysin, Sten Hanson, Ian Hatcher, Bernard
Heidsieck, Dick Higgins, Ake Hodell, Zuzana Husárová, Isidore Isou, Juan Angel Italiano, Ernst Jandl,
Maja Jantar, Bengt Emil Johnson, Eugenji Kharitonov, Ferdinand Kriwet, Nobuo Kubota, Katalin Ladik,
Anne Le Troter, Franck Leibovici, Weronika M. Lewandowska, Violaine Lochu, Arrigo Lora Totino,
Ghérasim Luca, Jackson MacLow, Kgafela oa Magogodi, Michèle Métail, Enzo Minarelli, Franz Mon,
Maurizio Nannucci, Seiichi Niikuni, Ladislav Novak, Clemente Padin, Arthur Peteronio, Anat Pick,
Decio Pignatari, Jörg Piringer, Mimmo Rotella, Gerhard Rühm, Rike Scheffler, Carolee Schneemann,
Adriano Spatola, Amanda Stewart, Demetrio Stratos, Kinga Toth, Jaromir Typlt, Louise Vanardois,
Emmett Williams, Gil J Wolman, Misako Yarita.
Tutte le opere sonore degli artisti storici provengono dalla Collezione Luigi Bonotto:
www.fondazionebonotto.org/en/collection/

 

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