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Demetrio Stratos, ricerca vocale ai limiti dell’impossibile

 

Per chi era ragazzo in quei turbolenti anni settanta del secolo scorso, il nome di Demetrio Stratos evocava facilmente quel Pugni chiusi non ho più speranze degli esordi pop con i Ribelli che pure lasciava intravedere la pulsione verso un uso assai poco convenzionale della voce, capace di arrampicarsi sulle vocali fino a farle scoppiare. Poi era venuta la sperimentazione con la band degli Area, al punto di fusione calda fra i generi e certo fra le esperienze più innovative di quegli anni; per finire con l’ultima ricerca sonora spinta sempre più in là, «fino ai limiti dell’impossibile» affermava lo stesso artista. Esperimenti per voce sola sui suoni più acuti, cercando di prendere tre o quattro note alla volta, di lavorare sugli armonici... prima del silenzio.

 

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